Gallipoli, largo ai giovani FIDAS

Si è svolto a Gallipoli, in provincia di Lecce, dal 20 al 22 febbraio scorso, il quinto Meeting Nazionale Giovani FIDAS, un incontro fondamentale per l’AFDS, che ha permesso di scambiare esperienze e suggerimenti tra le differenti associazioni di donatori di sangue sparse sul territorio.

Una cinquantina i partecipanti all’incontro, con età comprese tra i 20 e i 35 anni, provenienti da molte regioni d’Italia. L’obiettivo del meeting era di informare, dare consigli sulla promozione dell’attività dell’associazione e di discutere e condividere esperienze diverse.
L’accoglienza è stato fin dall’inizio molto calorosa, grazie ad un’ottima organizzazione ed all’affabilità delle persone organizzatrici.

Dopo il benvenuto dato dalla FIDAS Leccese all’arrivo in hotel, i lavori sono iniziati nel pomeriggio di Venerdì 20 con il tema della comunicazione e del marketing.
Dopo una breve presentazione delle attività dell’intero meeting, effettuata dal moderatore dott. Alex Toselli, responsabile giovani Fidas, il dott. Enrico Zoni, docente di animazione dello spettacolo, ha discusso dell’importanza dell’organizzazione di un evento no-profit, contrapponendola all’organizzazione di un evento commerciale.

Nel caso di un evento no-profit, quale può essere la promozione del dono del sangue, ci sono aspetti fondamentali da considerare, diversi da quelli di un evento commerciale. In particolare è importante la comunicazione, il "rendersi visibili", aprire una discussione che coinvolga anche i non associati oppure le persone apparentemente indifferenti alle problematiche dell’associazione.

La difficoltà principale, che si riscontra nell’organizzazione di un tale evento, è reperire fondi e persone. Non è sempre facile trovare gli sponsor che promuovono e finanziano un evento, limitare le spese relative, pur cercando di ottenere manifestazioni di buona qualità, che, rimanendo nel campo del volontariato, significa trovare persone che mettono gratuitamente a disposizione le proprie capacità e mezzi, per realizzare l’evento nel migliore dei modi.
è importante coinvolgere anche le infrastrutture locali per amplificare l’importanza dell’evento e farlo conoscere a quante più persone possibili e scegliere accuratamente il "messaggio sociale" da comunicare, supportato eventualmente da testimonial famosi.

La giornata di sabato si è incentrata sugli aspetti medici e legali della donazione di sangue. Il dott. Giovanni Allegretta, primario del SIT di Molfetta, dopo aver illustrato l’evoluzione tecnica delle attrezzature e delle modalità di raccolta del sangue ed emoderivati, ha descritto vantaggi e caratteristiche della donazione multicomponent che si pone come obiettivo la massima garanzia sia per il donatore che per il paziente.

La finalità che questo tipo di donazione si prefigge è il raggiungimento di una standardizzazione degli emocomponenti raccolti, nonché rendere più flessibile la donazione prelevando solo una o più componenti del sangue e non il sangue intero. In questo modo si ha un impatto meno forte sull’organismo del donatore, mentre al paziente ricevente verrà effettuata una trasfusione dei soli elementi necessari. Il legislatore, alla luce del principio di tutela sia del donatore che del ricevente ha regolamentato questo nuovo tipo di donazione con i decreti ministeriali del 25 e 26 gennaio 2001 stabilendo i criteri di selezione e le modalità con cui deve essere effettuata la donazione di sangue o di emocomponenti.

Il dott. Allegretta ha continuato sottolineando la necessità di sensibilizzare e informare correttamente i donatori sui vantaggi di sottoporsi a tale modalità di donazione, tenendo comunque presente che essa non è un’alternativa alla donazione tradizionale, ma piuttosto un’integrazione.

L’obiettivo ultimo è quello di arrivare all’autosufficienza sul territorio nazionale per quanto riguarda i singoli emocomponenti, e il fatto che nell’anno 2002 l’Italia abbia raggiunto solo il 55% del fabbisogno di plasma lascia capire che c’è ancora molta strada da fare.
Il sabato pomeriggio è stato il momento in cui il meeting ha dimostrato di essere un vero evento ’nazionalÈ.

Molti dei partecipanti hanno discusso delle diverse realtà e dei problemi locali della sezione di appartenenza, sotto la guida del competente moderatore Alex Toselli. I problemi dei centri di raccolta delle regioni meridionali sono sembrati maggiori di quelli che si riscontrano nel Friuli, perché legati in buona parte alle infrastrutture (carenza di posti letto per la donazione, parcheggi, orari troppo limitati) che, tutto sommato, da noi sono adeguate e sufficienti.

La competenza e la profonda conoscenza degli aspetti legati al dono da parte dei relatori del meeting è stata anche fondamentale per conoscere le differenze tra la regolamentazione della donazione in Italia rispetto a stati vicini quali l’Austria e la Germania dove, solo per citare una differenza, il donatore viene rimborsato con 80 Euro per ogni donazione.

Dopo la cena offerta dalla Fidas Leccese in un ristorante della zona, occasione per conoscersi in un ambiente più conviviale, il meeting si è concluso con un breve incontro la domenica mattina dove si sono approfonditi altri aspetti legali sulla regolamentazione del dono e si è fatto un resoconto dei lavori svolti durante il meeting.

La manifestazione si è conclusa con il saluto dei relatori a tutti i presenti e con l’invito per l’anno venturo al sesto meeting giovani.
Destinazione? Probabilmente Genova.