Il rischio cardiovascolare

Le malattie cardiovascolari rappresentano in Italia, e nel resto dei paesi occidentali, la prima causa di morte e di invalidità:
quasi la metà dei decessi sono da attribuire a malattie del cuore e delle arterie.

In Italia si verificano circa 10000 nuovi casi di infarto e 130000 nuovi casi di ictus ogni anno con un notevole costo sociale.
Negli ultimi 20 anni la mortalità intraospedaliera si è dimezzata, ma rimane molto elevata la mortalità extraospedaliera; tali malattie sono in aumento anche nei paesi africani e dell’est Europa.

Cosa si intende per rischio cardiovascolare?

è la probabilità che ha ciascun individuo di incorrere in un evento patologico; cioè di ammalarsi: avere un infarto, avere l’angina pectoris, un ictus cerebrale (paralisi), andare incontro a malattie renali o alla circolazione degli arti inferiori; cioè malattie che colpiscono il cuore e il sistema vascolare.
La probabilità si calcola in rapporto ad un certo periodo di tempo, in genere per i 10 anni a venire; il soggetto può essere a basso, medio o alto rischio cardiovascolare.

Il rischio cardiovascolare non è predefinito per ciascun individuo, non è immutabile, ma in genere è determinato da vari fattori, alcuni genetici, ma per la maggior parte da fattori che derivano dal nostro stile di vita. Dovremo perciò riuscire a modificare gli aspetti negativi del nostro comportamento e del nostro modo di condurre la vita, così da ridurre il rischio di ammalarsi per queste ragioni è importante conoscere i fattori di rischio che possono essere modificati, cambiando abitudini o consultando il proprio medico che deciderà se e come intervenireà

Fattori di rischio cardiovascolare causati dallo stile di vita

  • il fumo
  • una dieta troppo ricca di grassi animali
  • l’abuso di alcolici
  • l’inattività fisica

Fattori personali non modificabili

  • sesso (gli uomini sono più a rischio rispetto alle donne, la differenza scompare se la donna è in menopausa)
  • età (più aumenta l’età, più aumenta il rischio cardiovascolare)
  • la familiarità per malattie cardiovascolari (presenza di malattie cardiovascolari nei familiari di 1° grado)
  • precedenti episodi di malattia cardiovascolare superati

Fattori personali modificabili

  • pressione arteriosa elevata
  • livello di colesterolo totale alto e basso livello del cosiddetto "colesterolo buono"
  • diabete o intolleranza agli zuccheri
  • sovrappeso o obesità

I fattori di rischio si possono associare in uno stesso individuo, esercitando un effetto più che additivo sul rischio globale; un soggetto iperteso che fuma avrà un rischio maggiore rispetto al rischio che si otterrebbe sommando il rischio di un iperteso con quello di un fumatore.

Questo avviene perché tutti i fattori di rischio agiscono sul cuore e sulle arterie favorendo l’aterosclerosi e quindi l’infarto, l’ictus, ecc.

Consideriamo alcuni dei fattori di rischio

- età, sesso e storia familiare: non modificabili;
più si invecchia e più si è predisposti ad avere infarto o ictus; il sesso maschile, prima dei 50 anni, è più soggetto alla cardiopatia ischemica; il rischio è più alto se i familiari diretti soffrono di malattie cardiovascolari;
se i familiari diretti hanno avuto un infarto o sono morti prima dei 55 anni, allora si è più a rischio di malattie di cuore; anche alcune malattie come ipertensione, diabete e ipercolesterolemia possono avere una base genetica; sapere di essere più a rischio deve spingere a ridurre il rischio legato ai fattori modificabili (quelli legati alle abitudini di vita).

- fumo: aumenta il rischio di infarto miocardio e di ictus cerebrale (di 3-9 volte), è associato a rischio elevato di arteriopatia periferica (trombosi arteriosa degli arti); se associato a diabete e ipertensione aumenta in modo esponenziale la mortalità cardiovascolare; si associa a cancro polmonare, a bronchite ed enfisema; - dannoso anche il fumo passivo; smettere di fumare riduce rapidamente il rischio cardiovascolare al livello dei non fumatori in 1-3 anni.

Se non fumi, non iniziare! se fumi, smetti ora!

- inattività fisica, sedentarietà: aumenta il rischio cardiovascolare associandosi spesso a ipertensione, obesità ed aumento del colesterolo; svolgere una regolare e moderata attività fisica riduce il rischio coronarico, il rischio di diabete, contribuisce a tenere bassa la pressione arteriosa ed il colesterolo e favorisce il mantenimento del peso corporeo.

- obesità: non è solo un problema estetico; aumenta il rischio di patologie cardiovascolari; aumenta il lavoro del cuore, favorisce il diabete e l’ipertensione, si associa a colesterolo elevato; il tessuto adiposo (grasso) che si distribuisce a livello dell’addome è più associato a rischio di cardiopatie.

Per controllare il peso

- aumenta il consumo di cibi ricchi di fibre, evita i cibi ricchi di grassi
- usa latte e derivati a basso tenore di grassi
- consuma carni magre, pesce, pollame, ecc.
- consuma regolarmente frutta e vegetali
- pratica attività fisica regolare
- limita cibi ricchi di calorie (desserts, snacks, alcolici, ecc.)

- alcol: una quantità moderata di alcol (due bicchieri di vino al giorno per gli uomini e meno per le donne) ha effetti positivi sul cuore e sui vasi; questo vale specie per il vino rosso, ricco di fenoli; oltre tali livelli l’abuso di alcol aumenta il rischio di sviluppare ipertensione, aritmie cardiache, ecc.

- ipertensione arteriosa: aumenta il rischio cardiovascolare indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio, ma si associa spesso a ipercolesterolemia, obesità, fumo; perciò approccio integrato alla correzione di tutti i fattori di rischio; il 30% degli italiani sono ipertesi; più esposti ad essere ipertesi sono gli obesi, quelli con storia familiare di ipertensione, le donne in menopausa; l’ipertensione fa lavorare di più il cuore e sottopone le arterie a stress maggiore favorendo l’arteriosclerosi; di solito non dà sintomi; l’unico modo per sapere se si è ipertesi e di misurare la pressione; si considera alta una pressione superiore a 140 (massima)/90 (minima) mmHg; aumenta il rischio di ictus, infarto, malattie renali, malattie oculari; la terapia riduce tali rischi; importante oltre alla terapia farmacologica, è ridurre il sale nella dieta, praticare regolare attività fisica (bastano lunghe passeggiate), mantenere un peso adeguato.

- colesterolo elevato: il colesterolo è un grasso essenziale per il nostro organismo, entra nella composizione delle membrane delle cellule ed è il precursore di molti ormoni; ogni giorno il fegato ne produce circa 1 grammo e circa mezzo grammo viene introdotto con la dieta (specie con la carne, uova, latticini); se presente in eccesso diventa un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (in particolare per la cardiopatia ischemica) accumulandosi nelle pareti delle arterie riducendone il lume (aterosclerosi); il colesterolo circola nel sangue legato a trasportatori, le LDL e HDL (lipoproteine); il colesterolo LDL è quello cattivo perché si deposita sulle pareti vascolari formando placche, esprime se alto un elevato rischio; il colesterolo legato alle HDL è quello buono, le HDL portano il colesterolo al fegato dove viene eliminato, ripuliscono le arterie.

LDL e HDL sono fattori di rischio indipendenti.

Cosa influenza i livelli di colesterolo nel sangue

- quello che mangi: i grassi saturi di origine animale e il colesterolo degli alimenti innalzano il colesterolo totale e LDL

- obesità: il sovrappeso fa aumentare il colesterolo LDL e riduce il colesterolo HDL

- attività fisica: l’esercizio fisico aiuta a ridurre il colesterolo LDL e fa aumentare quello HDL

- familiarità: i caratteri ereditari possono influire sulla produzione e distribuzione del colesterolo

- età e sesso: il colesterolo inizia ad innalzarsi a 20 anni; le donne hanno valori più bassi fino alla menopausa rispetto agli uomini, poi il livello di LDL si innalza e così anche il rischio cardiovascolare

Livelli raccomandati di colesterolo

- colesterolo totale inferiore a 200 mg/dl
- colesterolo LDL inferiore a 130 mg/dl (inferiore a 100 mg/dl nei diabetici e in chi soffre di cardiopatia ischemica)
- colesterolo HDL superiore a 35 mg/dl

Riducono i livelli di LDL colesterolo

- mangiare meno grassi di origine animale, meno uova, più amidi e cibi ricchi di fibre
- ridurre il peso se elevato
- farmaci (statine)

Aumentano i livelli di HDL colesterolo

- regolare esercizio fisico
- non fumare
-ridurre il peso se in eccesso

- diabete: il diabete è correlato con aumento di coronaropatia, ictus trombotico e nefropatia; il rischio di mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) e cerebrovascolare (ictus) aumenta di circa 3 volte in presenza di diabete; nel diabete tipo 2 (tipico dell’adulto) il rischio cardiovascolare è elevato per la frequente associazione con obesità, ipertensione e bassi livelli di HDL colesterolo; il 70 % dei diabetici muoiono per cause cardiovascolari; per tale motivi il diabete è da alcuni considerato quasi una malattia cardiovascolare con iperglicemia;
la frequenza del diabete è in continuo aumento
, anche nei paesi ’non occidentali’, a causa delle modificazioni degli stili di vita e soprattutto del sovrappeso e dell’obesità.

La malattia aterosclerotica è la manifestazione comune di varie malattie o condizioni, come diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, inattività fisica, ecc., e queste provocano un notevole aumento del rischio cardiovascolare globale.

La moderna medicina preventiva deve essere diretta, non solo al controllo delle singole patologie, ma anche e soprattutto alla riduzione del rischio cardiovascolare.

Quando nella stessa persona coesistono più fattori di rischio (cioè il rischio di malattie cardiovascolari è alto) bisogna cercare di eliminarne il più possibile (esempio calare di peso, abolire il fumo, trattare l’ipertensione e il colesterolo, curare il diabete benÈ): questo provocherà un vero e proprio ’abbattimento’ del rischio cardiovascolare globale.

La strategia deve perciò essere rivolta a tutti i fattori di rischio presenti nel singolo individuo e mantenuta nel tempo.

Consigli utili:

- rivolgetevi al medico curante per conoscere il vostro rischio cardiovascolare globale e per gli eventuali interventi
- smettete di fumare (ci sono terapie farmacologiche e psicologiche di gruppo che possono aiutare a togliere il fumo)
- se siete in sovrappeso o obesi cercate di perdere i chili di troppo (anche pochi kg in meno riducono il rischio, seguite diete sotto controllo medico)
- se siete sedentari iniziate a praticare una regolare attività fisica (non aggressiva, esempio una passeggiata di mezz’ora 3 volte alla settimana o una pedalata in pianura, non fare sforzi eccessivi)
- misurate la pressione arteriosa (la maggior parte degli ipertesi non sa di esserlo), se è elevata iniziate a curarvi
- se avete il diabete curatevi bene
- fate gli esami del sangue se non li fate da tempo

’e soprattutto iniziate a prendervi cura del vostro cuore e del vostro cervello’