Nuovo Statuto per la FIDAS Nazionale

Ad Ischia i delegati della Fidas hanno votato le modifiche allo Statuto e Regolamento: di seguito alcune considerazioni del nostro Presidente Provinciale Paolo Anselmi

Il Congresso di Ischia verrà ricordato, oltre che per l’ospitalità e la piacevolezza dell’isola, anche per aver dato allaluce una nuova "carta costituzionale" della nostra Federazione. Tutto è iniziato un paio d’anni fa a Cuneo, quando ci si è improvvisamente resi conto che l’Italia stava cambiando, e quelle che erano prerogative dello stato centrale, come legiferare in materia sanitaria, stavano passando di competenza regionale. Per la verità la nostra Regione, grazie allo statuto speciale, aveva già una certa autonomia in materia, quindi per noi il passaggio appariva forse meno radicale. Sta di fatto che si cominciò a pensare ad una nuova revisione statutaria, nonostante solo pochi anni prima, nel 2001, lo Statuto fosse stato aggiornato in alcune parti.

Sono stati due anni di intense fatiche: ci hanno lavorato su il Consiglio nazionale, due apposite commissioni di studio, tutte le federate in due sessioni di incontri interregionali. Ci hanno lavorato anche i poveri presidenti regionali, che hanno cercato di interpretare fin da subito il nuovo ruolo a cui si sentivano chiamati.

La Federazione regionale infatti dovrebbe essere l’anello di congiunzione tra la condizione concreta quotidiana, in cui si svolge la vita delle federate, e l’appartenenza ad una federazione nazionale (ma prima ancora, a una Nazione); ciò ci rammenta questioni importanti, come la tutela della parità di diritti/doveri e opportunità, che dovrebbe consolidarsi in ogni parte del nostro Paese, anche, e soprattutto, nel delicato settore in cui noi operiamo.

Tutto è culminato ad Ischia, domenica 24 aprile, in un dibattito assemblare importante, molto intenso e dialettico, a volte un po’ aspro: una discussione "di quelle che lasciano il segno", parola di uno che vi ha partecipato. E tutto questo, per chi crede nel confronto e nella partecipazione, è sicuramente un buon viatico per il nuovo tratto che la Fidas si accinge a percorrere. Anche se a volte si ha il dubbio che forse ci si poteva spingere un po’ più oltre, e prendere la nuova rotta con altra angolatura.

Ma vediamo quali sono i motivi principali di questo restyling che sicuramente, pur non stravolgendone i lineamenti, modificherà in parte l’aspetto della Fidas. Innanzitutto si è cercato di evidenziare le caratteristiche di volontariato della Federazione, tendendo a raccordarsi con il processo di revisione della Legge 266 sul volontariato, che regolamenterà anche le cosiddette "organizzazioni di secondo livello" qual è la nostra.

Altro punto riguarda un bilanciamento nella composizione del Consiglio nazionale. D’ora in poi il numero dei componenti, comunque eletti da tutte le federate, sarà equamente ripartito nelle tre circoscrizioni in cui è divisa la Fidas: del n o rd-ovest, nord-est, centro- sud- isole. Circoscrizioni che però, anziché essere individuate con criterio strettamente geografico, o per numero di abitanti, tengono conto della effettiva capacità di raccolta sangue espressa dalle federate.

Anche per quanto riguarda il potere di voto nell’elezione del Consiglio c’è una piccola rivoluzione: ora esso dipenderà unicamente dalla "potenza" di ciascuna federata, misurata dalle donazioni effettuate. Si abbandonerà così il vecchio principio (che tuttavia rimarrà valido per le decisioni assembleari) che si collocava a metà strada tra la rappresentanza paritetica delle federate, e quella in base alle loro dimensioni.

Molto importante è l’ufficializzazione di due nuovi organismi: la Conferenza dei presidenti regionali ed il movimento giovanile.

Il primo è chiamato a svolgere un’irrinunciabile funzione di confronto e raccordo tra le varie Regioni, in vista del processo devolutivo in atto; il secondo dà un’adeguata regolamentazione e riconoscimento ad una espressione vitale della nostra realtà federativa.

Infine una modifica, più di carattere tecnico, ma che darà maggior agilità alla Federazione. Mentre le modifiche dello Statuto rimarranno di competenza dell’Assemblea straordinaria, viste quindi come evento poco comune, le modifiche del suo regolamento applicativo potranno essere fatte dall’Assemblea ordinaria, con maggior semplicità e pro ntezza.

Il nuovo Statuto sarà ciò che mancava alla Fidas per svolgere al meglio la sua i m p o rtante missione nel prossimo futuro ? Ci auguriamo sinceramente di sì. In ogni caso rimane la convinzione che ogni re g ola, per quanto perfetta, non sia altro che uno strumento nelle mani di persone che devono comunque essere armate di buon senso e, in particolare nella nostra re altà, di sentimenti di solidarietà autentica. E siamo certi che tutto questo in Fidas c’è.