Tracciate le linee guida della Fidas Regionale

Si è tenuta a Monfalcone, il 15 aprile scorso, l’Assemblea Ordinaria Annuale della Fidas del Friuli Venezia Giulia, a cui part ecipano i delegati nominati dalle Associazioni Federate presenti in regione. Mancava all’appello l’Afds di Udine, da tempo autosospesasi. I lavori sono iniziati con la nomina a Presidente dell’Assemblea del "padrone di casa" Emilio Zin, il quale ha ringraziato e salutato i presenti ed ha poi passato la parola a Paolo Anselmi, Presidente Regionale, per la relazione morale sull’attività svolta nel 2004.

Nel suo intervento, Anselmi ha toccato gli argomenti principali che hanno coinvolto la Federazione: riguardo i rapporti interni, nell’attesa di capire se il nuovo Consiglio Direttivo di Udine rimarrà fermo sulla decisione di autosospensione dalla Fidas Regionale, ha ricordato l’interregionale del Nord Est di Valvasone, dove si è discusso il tema "La Fidas che vogliamo", a livello nazionale e locale. Anselmi ha continuato parlando della campagna regionale di promozione, finanziata dall’Assessorato alla Salute, con uno stanziamento nel bilancio della regione di 65.000 euro, che ci ha visto part ecipi, nella sua realizzazione, assieme alle altre realtà del mondo del volontariato del sangue esistenti in Friuli Venezia Giulia.

Ma è stato quando il Presidente ha enunciato le linee guida per la gestione futura che il dibattito si è maggiormente animato. Anselmi ha proposto di impegnare la Fidas a perseguire questi obiettivi: interessare la Regione affinché le Associazioni partecipino alla stesura del nuovo Piano Sangue e affinché venga costituita la Commissione Trasfusionale Regionale; promuovere, inoltre, il Civis (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani Sangue) anche in loco, al fine di garantire una linea interna unitaria nei confronti del mondo politico e sanitario; sul fronte della promozione, ripensare all’idea, da tempo abbandonata, di inviare una lettera ai neo diciottenni, organizzare eventi sportivi, sull’esempio di quelli della Fidas Veneto, per finire con la proposta di costituireuna Commissione Medico Scientifica e promuovere il ruolo dei Comitati di Buon uso del sangue.

E sono state proprio queste proposte ad accendere il dibattito fra i delegati presenti, soprattutto da parte di Egidio Bragagnolo di Gorizia ed Ennio Furlani di Trieste, che, a proposito di Civis e Commissioni medico scientifiche, temono il pericolo di cre a re inutili "carrozzoni", mentre Braganolo ha voluto, inoltre, mettere in evidenza che l’organizzazione di eventi sportivi ha una ricaduta economica in termini di spesa che bisogna prima valutare e capire chi la dovrà sostenere.

Malgrado queste osservazioni, a cui Anselmi ha puntualmente risposto, ribadendo la bontà delle proposte, le linee guida sono state approvate a maggioranza, integrate da quanto avanzato da Franco Devidè della Federata di Monfalcone, nonché Vice Presidente Regionale, che ha invitato la Fidas a pensare ad una "politica" di promozione della donazione verso i numerosi cittadini extracomunitari presenti nel nostro territorio, portando la testimonianza dell’esperienza vissuta nella sua realtà sezionale di San Canzian d’Isonzo (GO). Devidè ha sottolineato: "Non si può, infatti, non rilevare anche come sul piano dell’inserimento umano e sociale la volontà di un gesto, come la donazione del sangue, possa assum e re notevole interesse individuale e collettivo.

Il dono del proprio sangue riconosce, infatti, motivazioni etiche e solidaristiche di grande aggregazione, tali da far riconoscere, nel gesto stesso, un mezzo di integrazione nella realtà in cui vengono ad inserirsi e vivere popolazioni provenienti da aree anche geograficamente lontane da noi e dove la donazione di sangue certamente non trova riferimenti storici e culturali quali quelli del nostro contesto umano e sociale.

Sarà un processo lungo, che coinvolgerà più persone, dai re sponsabili delle strutture trasfusionali, agli operatori sanitari, ai politici e a tutti noi dirigenti di associazione, per una concreta collaborazione ove ricercare la soluzione".

Un tema importante quello portato all’attenzione dei delegati da Devidè, importante soprattutto alla luce dei tragici eventi che sono accaduti, uno fra tutti gli attentati di Londra e che tendono a port a rci a chiuderci in noi stessi come autodifesa e guard a re al diverso con diffidenza. Indispensabile è allora costruire un comune senso di cittadinanza: maturare una coscienza aperta alla donazione, tra le quali quella del sangue, è una delle leve più importanti.

I lavori assembleari sono continuati con l ’ approvazione all’unanimità di relazione morale, rendiconto 2004 e bilancio di previsione 2005.

Rivolgiamo all’Associazione Donatori Volontari Sangue di Monfalcone ed al suo P residente Emilio Zin un sentito ringraziamento per l’ospitalità. Le somme di quanto proposto le tire remo nel 2006, alla prossima Assemblea Annuale Ordinaria.

Ci leggiamo prossimamente su queste pagine.

Mandi